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Un viaggio nelle emozioni del Lago di Como: il fascino del Lago dall’antichità al Grand Tour

Un viaggio nelle emozioni del Lago di Como

Il fascino esercitato da Como e dal suo Lago è antico quanto la storia della nostra civiltà, ci giunge attraverso le descrizioni lasciate dai suoi celebri visitatori, poeti, nobiluomini, filosofi, ricchi mercanti, ecclesiastici, che ci fanno comprendere quali fossero le motivazioni che indussero, e tuttora inducono molti turisti a compiere un tour sul lago di Como lasciandosi incantare dalla sua poesia.
Certe emozioni sono capaci di incidere profondamente la propria vita, come per magia: è questo l’incantesimo di quello che Virgilio aveva definito nelle Georgiche il “massimo”, “il più grande”: “Te, Lari maxime…”(Ricorderò te, o massimo Lario…).
Questo specchio d’acqua, posto al limitare di due zone diversissime, ma complementari: le fertili pianure a sud e le aspre montagne a nord, ha rappresentato da sempre il luogo ideale di soggiorno e riposo di artisti e poeti che hanno goduto delle sue bellezze rasserenanti e ristoratrici, di emozioni.
Ciò sin dall’antichità: dal poeta Cecilio ai due Plinii, da Giuliano detto l’ “Apostata” ad Ambrogio.
Cassiodoro, ministro di Teodorico, definisce il lago come luogo benedetto dalla natura e fornisce, del nome di Como, anche una singolare interpretazione etimologica: “E’ giusto che la chiamino Como perché è ornata (compta, da comère, “ornare”) di tanti doni che la rendono dilettevole. Il lago è contenuto in un’ampia valle di grandissima profondità…. Le sue rive sono orlate di bianca spuma e…. come corona, hanno intorno bellissime cime di monti altissimi. Il litorale è orlato di prati che hanno intorno… il verde perpetuo di boschi d’olivo” [1].
Sensazioni irripetibili, emozioni che parlano all’anima e la ricolmano: come non convenire con Stendhal, che qui aveva trovato un autentico locus amoenus, lo spazio della sua delizia? E’ a Como che bisogna andare pour jouir de la musique…questo lago sublime, situato in una posizione peut-etre unique au monde”. [2] 
O quanto scrive William Dean Howells, fondatore “ufficiale” del realismo americano nel suo libro “Italian Journeys – from Venice to Naples and behind” [3]  scrive:
My visit to lake Como has became to me a dream of a summer – a vision that remains faded the whole year round till the blazing heats of July bring out the sympathetic tints in which it was vividly painted … the town of Como lies, a swarm of lights, behind us, the hills and shadows gloom around, the lake is a sheet of tremulous silver…..”
“La mia visita al lago di Como è diventata per me un sogno di un’estate – una visione che rimane sbiadita per tutto l’anno fino a quando le calde fiammelle di luglio fanno risaltare le tinte simpatiche in cui era vividamente dipinta … la città di Como si trova, in un brulicare di luci, dietro di noi, le colline e le ombre diventano più scure, il lago è una argentea superficie tremolante….”

Che emozioni!

Le motivazioni principali per un tour sul Lario sono da ricercare proprio qui: nel fascino del suo lago, nell’incanto del paesaggio, nella bellezza naturale, nella particolare conformazione geologica, nelle millenarie pratiche dell’uomo svolte sulle rive degradanti verso il lago che, in quei luoghi, hanno sapientemente realizzato, nei millenni, sentieri e strade sinuose, muretti a secco, terrazzamenti, paesi, castelli e chiese in pietra, splendide ville con darsene, magnifici giardini, agglomerati rurali, monasteri, pievi, porti …  Senza dimenticare le impareggiabili visioni delle rive, l’antichità delle memorie storiche, la dolcezza del clima, la comodità del soggiorno, la varietà delle escursioni, che sono attrattive irresistibili.
Succede a Como che, nei paesaggi già attraenti del lago, l’uomo ha incastonato gli ulteriori pregi dell’arte, dell’architettura, della natura ricreata nei giardini.
La presenza delle ville lungo le rive o sui pendii a mezza costa costituisce uno tra i più sicuri indici di gradimento del luogo, tanto che esse assumono quasi il ruolo di protagoniste.
Nell’epoca del Grand Tour, quando numerosi innamorati delle bellezze d’Italia, discesero dal freddo Nord, trovarono, nel lago di Como, nella sua particolare sintesi di natura sublime e antica cultura, il più ideale ingresso e soggiorno nel Bel Paese.[4] 
Le risorse del turismo nella città di Como sono varie tra cui la più importante rimane il lago, le sue sponde, i paesaggi lacustri e collinari.
Oltre ai paesaggi naturali anche l’impianto urbanistico di Como, il paesaggio storicamente e culturalmente modellato espresso attraverso l’urbanità, costituisce una grande risorsa per il turismo. Infine, vi sono numerosi altri elementi (monumenti, prodotti tipici, manifestazioni culturali e sceniche…) che complessivamente costituiscono l’assetto identitario della città che, unita ai paesaggi naturali e urbanistici, proietta l’unicità di Como.
I monumenti delle diverse epoche sono stati di recente inseriti in un unico grande e complesso percorso turistico, denominato il “Chilometro della conoscenza”, che verrà ulteriormente ampliato con la sistemazione di Villa Olmo e del suo parco entro metà del 2018.

Esso porta dalla centrale Piazza Cavour verso il lato occidentale, lambendo il lungo lago, i monumenti dell’archistar Libeskind, quello alla Resistenza europea, passando davanti al Tempio Voltiano, al Monumento Razionalista ai Caduti su disegno del Sant’Elia, ai circoli del canottaggio e della vela, all’idroscalo internazionale di Como (unico in Italia), alle ville neoclassiche “Gallia”, “Saporiti”, la Gallietta, “Pallavicino”, Villa Pisa, Villa Mondolfo-Volontè, fino alla maestosa “Villa Olmo” con il suo giardino all’italiana, ora oggetto di riammodernamento e trasformazione anche in un parco botanico. Qui, periodicamente, vengono organizzati eventi mondani (quali la settimana di Bulgari nel 2015) e culturali con mostre d’arte di livello internazionale. Il percorso procede, per poi concludersi, verso la Villa del Grumello, gioiello architettonico e naturale in cui dimorò e scrisse Ugo Foscolo nel suo soggiorno comasco.

[1] Guarracino Vincenzo, “ Lario d’arte e di poesia – gita al lago di Como in compagnia di artisti e scrittori”, Edizioni Guida 2010, pagg. 23-24
[2] Guarracino V, op. citata, op. cit., pag. 17-18.
[3] William Dean Howells, Italian Journeys – from Venice to Naples and behind,  I.B.Tauris & Co. Ltd. (30. Juni 2011)
[4] Per approfondimenti della tematica si cita la raccolta antologica in 5 volumi, a cura di Miglio G.F., Pini G., “Larius. La città e il lago di Como nelle descrizioni e nelle immagini dall’antichità classica all’età romantica”. Si veda inoltre nel I volume, il saggio di Miglio G.F. ,” Introduzione al mito del Lario”.
Per l’ampia letteratura di viaggio cfr. con particolare attenzione alle ville e ai giardini cfr. Balbiani A., “Como, il suo lago, le sue valli e le sue ville descritte e illustrate”. Considerazioni su questo tema anche “Case-museo tra storia e progetto. Esempi sul lago di Como”, a cura di Selvafolta O., Ranzi A..