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Le ville del Lago del Lago di Como

Le ville del Lago del Lago di Como una esperienza indimenticabile visitarle o vederle dal lago!

Non esiste altro lago in Italia con il maggior numero di ville nobili di stile rinascimentale o  neoclassiche.

Il lago di Como, a poco meno di un’ora da Milano, incorniciato dalle montagne, è senza dubbio uno dei laghi lombardi più scenografici: entrambi i rami del Lario offrono un paesaggio incantato, fatto di piccoli borghi con vicoli di ciottoli, giardini e ville neoclassiche incastonate tra lago e monti.

Un paesaggio di cui è facile innamorarsi e che ha conquistato in tempi recenti anche diversi vip di Hollywood, come George Clooney, rendendo il lago un luogo molto  glamour della Lombardia.

In passato le ville neoclassiche sul lago di Como hanno ospitato illustri personaggi del mondo letterario che amavano trascorrere su questo lago periodi di soggiorno grazie al favorevole clima mite e all’insuperabile bellezza di località rivierasche incastonate nelle Prealpi Orobie.

Tante le ville storiche, i palazzi che si specchiano nelle acque del lago di Como e ci accolgono con spettacolari giardini.

Le Ville del Lago di Como sono dei veri gioielli d’arte e natura: luoghi speciali dove poter fare un tuffo nel passato e immaginare la vita che si respirava tempo fa sul nostro meraviglioso Lario ai tempi della Bella Epoque.

Il momento di più grande splendore delle ville lariane fu quello neoclassico, quando vennero realizzate diverse ville, commissionate da importanti famiglie milanesi, divenendo luoghi di ozio e di vita mondana. Diverse sono le testimonianze in tal senso. Le maggiori concentrazioni di ville furono a Blevio (Villa Cademartori), Torno (Villa Serena affianca la bellissima Villa Usuelli Maria Taglioni ), Cernobbio (Villa d’Este), Moltrasio (Villa Fontanelle), Carate Urio ((Villa Ai Cedri) e Tremezzo (con villa Carlotta), fino a Bellagio (Villa Melzi, progettata da Giocondo Albertolli) o villa Rubini Redaelli a Dongo.

Questo a differenza delle c.d. “ville di delizia” della pianura lombarda, considerate invece centri di organizzazione delle proprietà familiari e delle produzioni agricole.

Oltre all’affollarsi di ville lunga la c.d. passeggiata a lago (si rimanda al nostro articolo Viaggio nell’emozioni del lago di Como anche le aree più distanti dalla città di Como videro il rifiorire di queste ville: al meno ogni paesino sul lago di Como ne conserva ancora una.

Contesto particolare rimane il lago, non solo perché scenario ineguagliabile per valorizzare appieno la bellezza di questi edifici, ma anche perché collegamento tra le varie sponde. Tra le leggende rimaste vi è il c.d. concerto a distanza, un dialogo a distanza tra Vincenzo Bellini che soggiornava a Moltrasio e la cantante Giuditta Pasta di stanza a Blevio.

Dopo la seconda metà dell’Ottocento avvenne un generale mutamento nella composizione sociale della committenza delle ville. Dalle famiglie nobiliari i committenti divennero i rappresentanti della borghesia industriale. Esempio eclatante fu l’acquisto della Villa Gallia, ora sede della Amministrazione Provinciale, da parte della famiglia Crespi, proprietaria del Corriere della Sera.

Cambiarono anche i gusti e si passò dallo stile neoclassico all’eclettismo, al revival degli stili medioevale, romanico e gotico, fino allo stily Liberty (presente soprattutto a Brunate e Lanzo d’Intelvi) ed infine al Razionalismo.

Esempi di stile eclettico furono Villa Monastero a Varenna, Villa Bagatti Valsecchi, Grandola ed Uniti (Cardano); Villa Allamel a Cernobbio. Di stile neomedioevale: Villa Gaeta ad Acquaseria. Di stile liberty: Villa Bernasconi a Cernobbio , Villa Valsecchi, Menaggio (Loveno). Di stile razionalista: Villa Leoni ad Ossuccio o villa Musa a Como.

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